Roma antica
Era Cristiana
Anno 0 - 1493
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ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi -
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. Data di nascita di Gesù Cristo Dionysius Exiguus, in italiano Dionigi il Piccolo, è il monaco originario della Scizia che nel 527 circa calcolò la data di nascita di Gesù Cristo, situandola nell'anno 753 dalla fondazione di Roma. Dionigi introdusse quindi l'usanza di contare gli anni ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi, cioè "dall' Incarnazione del nostro Signore Gesù Cristo". Questa usanza si diffuse in tutto il mondo cristiano entro l'VIII secolo, sostenuta da chierici come Beda il Venerabile. Punto iniziale dell' Era Cristiana, tuttora in essere. Sembra sia stata soggetta ad errori. Da calcoli rifatti l'errore è di + o - sei, setti anni . Calcolò anche un metodo matematico per prevedere la data della Pasqua secondo la " regola alessandrina ", quella cioè che era stata adottata al Concilio di Nicea. Questo metodo venne adottato ufficialmente e fu usato dalla Chiesa Cattolica fino alla Riforma Gregoriana del calendario nel 1582, mentre quella Ortodossa, che non ha aderito alla riforma, lo usa tuttora. È la sua tabella di Pasqua nella quale l'era cristiana è stata determinata per la prima volta. nota: La Scizia corrisponde all'area euro-asiatica che in antichità, tra l'VIII secolo a.C. e il II secolo d.C., fu abitata dalla popolazione degli Sciti o Skoloti. La sua posizione e la sua estensione variarono nel corso della Storia ma di solito l'area indicata dagli autori classici come Scizia include: La steppa del Ponto: Kazakistan, Russia meridionale e Ucraina orientale (abitata dagli Scizi fin dall'ottavo secolo a.c.) L'area del Caucaso settentrionale, incluso l' Azerbaijan, e la Georgia Sarmatia, Ucraina, Bielorussia, Polonia fino all' Oceano Sarmatico [Oceanus Sarmaticus] conosciuto anche come Mar Baltico. Il Sud dell'Ucraina con la zona del basso Danubio e la Bulgaria, nota anche come Scizia Minore I Saci si espansero fino alla regione del Sistan (che era anche conosciuta come Sakestan) e alla Valle dell'Indo, ma di solito non si fa riferimento a queste regioni quando si parla di Scizia. Bibliografia: Harry Thurston Peck, Harpers Dictionary of Classical Antiquities (1898) - |
| 23
d.C. -
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Naturalis Historiae Durante la Roma antica non mancarono approcci naturalistici, sebbene fossero caratterizzati da una continua riproduzione delle stesse tesi aristoteliche. Unico caso di innovazione furono i libri della Storia naturale (Naturalis Historiae, 37 libri *) di Gaio Plinio Secondo detto il Vecchio (23-79 d.C.[morì durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d. C. a Stabia]); innovazioni costituite tuttavia dall'aggiunta di animali fantastici, piante miracolose ed altri esemplari inventati.
Per la zoologia si basa in gran parte su Aristotele e Giuba II (52 a.C. – 23 d.C.), l'erudito re di Mauretania e Numidia (*), studiorum claritate memorabilior quam regno (v. 16). Giuba è inoltre la sua principale guida in botanica, e anche Teofrasto è nominato negli indici. (*) Numidia è la denominazione in età antica della regione dell'Africa nord-occidentale compresa tra la Mauretania (all'incirca l'attuale Marocco) e i territori controllati da Cartagine (l'attuale Tunisia). Corrispondeva pertanto all'incirca alla parte nord occidentale dell'attuale Algeria orientale, compresa tra Tusca e Ampsaga: i suoi altopiani sono lambiti a nord dalla catena dell'Atlante, a sud dal Sahara. Ospitò diversi regni berberi divenendo in seguito una provincia * Libro 1: indice generale e bibliografia Libro 2: cosmologia e geografia fisica Libri 3-6: geografia Libro 7: antropologia Libri 8-11: zoologia - Libro X Uccelli : * leggi il libro Libri 12-19: botanica Libri 20-32: medicina Libri 33-37: metallurgia, mineralogia, storia dell'arte. ** per leggere tutti i libri -- [
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Bestiari medioevali La scuola del mondo antico era fondata sull’apprendimento mnemonico. I maestri, cioè, insegnavano ai loro studenti le informazioni di base necessarie alla vita sociale che dovevano essere imparate a memoria (il calendario, il significato dei principali termini, le istituzioni politiche, le narrazioni mitologiche, etc.). Ma essi insegnavano anche la tecnica da usare per imparare a memoria, che si basava sull’uso delle figure. I miti erano appunto narrazioni (delle figure) che servivano per memorizzare, e altrettanto facevano animali e piante del mondo naturale. Attribuendo agli animali e alle piante un carattere morale connesso con le loro apparenti abitudini (la volpe cacciatrice, la lepre veloce, il cane fedele, ecc.) o, per le piante, con le loro proprietà, si poteva facilmente classificare il mondo naturale e, al tempo stesso, sceneggiare esempi morali da imitare o da evitare. A questo scopo furono scritti e illustrati i cosiddetti Bestiari, che sembrano diffondersi soprattutto nell’ambiente di Alessandria (che codifica, infatti, le forme dell’insegnamento scolastico antico) nel IV-III sec. avanti Cristo. Ma già nel VII-VI secolo a.C. le favole del greco Esopo avevano sceneggiato storie di animali nei loro caratteri morali. I bestiari medievali derivano dal Phisiologus (1) greco (II secolo d. C.), che offre un’interpretazione allegorica e morale di una quarantina di animali, immaginari e reali… E così, ogni (breve) capitolo comprende una prima parte in cui viene descritta la natura dell'animale, e una seconda in cui se ne dà un'interpretazione in chiave simbolica, con annessi significati morali e religiosi, riconducibili alla dottrina cristiana. E anche la scelta delle "bestie" non è casuale, ma regolata dalla volontà di cercare una precisa corrispondenza tra animale e verità mistiche o morali, spesso a prescindere dalla veridicità del dato naturalistico. (1) In quel tempo la parola physiologia stava ad indicare il modo in cui ci si avvicinava alla natura interpretandola come specchio delle realtà celesti. Lo scopo era quello di avvicinarsi a Dio cogliendone il messaggio attraverso le sue creature (ogni animale descritto nel Phisiologos era associato a citazioni bibliche: si fondava in tal modo una tipologia cristiana dell'animale, scopo della quale era l'associazione di un'immagine zoologica e di un'idea cristologica).- La Fenice o Uccello sacro favoloso, aveva l'aspetto di un'aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e in parte di porpora un lungo becco affusolato, lunghe zampe e due lunghe piume - una rosa e una azzurra - che le scivolavano morbidamente giù dal capo (o erette sulla sommità del capo). -
I bestiarii erano in sostanza enciclopedie morali * che descrivevano il comportamento e il connesso significato degli animali. Un sistema che divenne molto efficace proprio nell’insegnamento scolastico e che fu poi ereditato dai trattatisti cristiani i quali cercavano di presentare il mondo della natura come un sistema di segni e di simboli disseminati da dio per consentire agli uomini di trarne esempi e spunti di comportamento morale. Per questo motivo i bestiari della tarda antichità furono rilanciati come aiuti didattici nel XII secolo, l’epoca in cui venne rinnovato l’insegnamento scolastico dei conventi, quando fu attribuito a Ugo da San Vittore [*](1096-1141) [che fu un protagonista di quel rinnovamento didattico] un De bestiis, noto -
- anche come Aviarium, che resterà un modello per molti secoli.- Contrariamente a quanto spesso si crede, tuttavia, nonostante l’obiettivo morale, in molti casi la descrizione del comportamento animale dei bestiari era originariamente fedele alla realtà e desunta da osservazioni empiriche. Fu invece negli anni successivi al XIII e XIV secolo che il genere sviluppò sempre di più il proprio carattere narrativo e letterario, fino a sfociare nei cosiddetti “bestiarii d’amore” diffusisi nella corte anglo-normanna, nei quali gli animali sono ormai solo simboli di vizi e di virtù, presi a modello per rappresentare le relazioni sociali dei gentiluomini (di corte) e le strategie di corteggiamento delle dame da parte dei cavalieri . [1]-detta anche "abazia" o "badia" a seconda se diretta da un abate o una badessa.
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| Eventi
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S. Lino da Volterra papa dal 67 al 76 d.C. Si venera il 23 settembre Dopo San Pietro, un toscano: secondo la tradizione, sembra fosse di famiglia volterrana San Lino, secondo papa della storia. Così dicono vari studiosi e il grande Cesare Baronio (1538-1607), lo storico cinquecentesco della Chiesa . Sappiamo poco di Lino. Ignoti gli anni di nascita e di morte, la gioventù e gli studi. Uno dei Padri della Chiesa, Ireneo di Lione (II secolo), dice che Pietro e Paolo affidarono a Lino responsabilità importanti, e che Paolo ha citato proprio lui nella seconda lettera a Timoteo: " Ti salutano Eubulo, Pudente, Lino, Claudia e tutti i fratelli...". Durante il suo pontificato, sotto il quale si successero cinque imperatori, Nerone, Servio Sulpicio Galba, Otone, Vitellio e Tito Flavio Vespasiano, Lino ebbe a che fare con l'eresia di Simon Mago, continuata dal discepolo Menandro, e quella degli ebioniti, giudeo-cristiani che praticavano l'osservanza della legge mosaica. ... Sarebbe stato martirizzato il 23 settembre del 76, mediante decapitazione, per decreto del console Saturnino, ma il fatto sembra privo di fondamento, dal momento che in quel periodo non si ha notizia di persecuzioni contro i cristiani. Inoltre, Ireneo indicò come martire fra i primi vescovi romani solamente Telesforo. - |
| Eventi
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-L' egemonia di Roma - |
| 60-65
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Columella Lucius Iunius Moderatus Columella Lucio Giunio Moderato Columella (Gades, 4 – 70) scrittore latino di agricoltura. Nacque a Cadice, in Spagna. Tribuno militare in Siria e in Cilicia forse nel 36 dC, era a Roma nel 41 dC. Sia ad Ardea che ad Alba Longa possedeva vasti terreni ai quali si dedicò, riversando poi la sua passione e le sue conoscenze tecniche nel De re rustica*(databile fra il 60 e il 65 dC), un trattato completo di tecnica ed economia agricola ispirato a un sincero amore per la terra, redatto nello stile semplice della precettistica tecnica tradizionale, uno stile talvolta duro, ma spesso scorrevole ed equilibrato. Dei dodici libri di cui è composto il De re rustica, a noi interessa il Liber octavus intitolato De villaticis pastionibus aviarius et piscator, che potremmo tradurre un po’ liberamente in Allevamento degli animali da fattoria: uccelli e prodotti ittici. Columella servì da modello agli scrittori di agronomia dei secoli successivi e rappresenta una fonte utile per la conoscenza di autori perduti, come Magone Cartaginese, Tremellio Scrofa e molte fonti greche.Nulla si sa di come e quando Columella morì. A differenza degli altri autori latini che si
sono occupati di agricoltura, ricordati quasi esclusivamente per la loro
importanza letteraria, Columella occupa uno spazio importante nella Storia
delle Scienze Agrarie, (tanto che nell'opera dell'agronomo Antonio Saltini,
a Columella sono dedicate 71 pagine) [1]
per l'approccio contemporaneamente scientifico e di consigli pratici dato
alla materia.
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| 79
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Scavi archeologici Pompei è stata portata alla luce l'antica città romana distrutta tragicamente a seguito di una delle eruzioni del vulcano Vesuvio, avvenuta nell'anno 79. Della città quasi si perse la memoria, al punto che, quando alla fine del XVI secolo l'architetto Domenico Fontana (1543-1607), nato a Melide e morto a Napoli. Architetto svizzero di origine ticinese che ha operato a Roma e a Napoli nel tardo Rinascimento, nel costruire un canale di derivazione del Sarno, scoprì alcune epigrafi e persino edifici con le pareti affrescate, non vi riconobbe i resti dell' antica Pompei. I primi veri scavi nell'area di Pompei ebbero inizio nel 1748 per volontà del re Carlo di Borbone, anche se furono piuttosto irregolari e non seguirono alcun metodo scientifico.
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| 113
Eventi
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Colonna Traiana Marco Ulpio Nerva Traiano, in latino: Marcus Ulpius Nerva Traianus (Italica,Spagna vicino all'attuale Siviglia, 18 settembre 53 – Selinus in Cilicia, Turkia, 8 agosto 117), fu imperatore romano dal 98 al 117. Nel 113 d.C., fu eretta al centro del cortile delle due biblioteche del Foro di Traiano, la colonna Traiana per celebrare le vittorie di Traiano sui Daci nelle campagne dal 101 al 106 d.C. Le ceneri dell'imperatore, racchiuse in un' urna d'oro, furono collocate all'interno del basamento della colonna; altra importante funzione che la colonna assolveva era quella di indicare il livello originario della collina che collegava il Campidoglio e Quirinale, tagliata verticalmente per realizzare il foro traianeo, come si legge nell'iscrizione posta sulla sua base: "...ad declarandum quantae altitudinis mons et locus tantis operibus sit egestus". Sulla sommità del fusto, su cui fu posta nel 1588 la statua bronzea di S. Pietro per volere di papa Sisto V, era collocata in origine la statua di Traiano, scomparsa in età medievale. La colonna Traiana, come quella di Marco Aurelio, è una colonna coclide istoriata, ossia decorata da un fregio spiraliforme continuo a rilievo, che simula un'oggetto avvolto intorno alla colonna. La definizione di coclide attirbuita alla colonna deriva da cochlis, chiocciola e si riferisce sia alla scala a chiocciola presente al suo interno, sia alla fascia a rilievo che si snoda intorno al fusto. Le ipotesi più accreditate sull'origine di questo tipo di monumento, creazione esclusiva del mondo romano, la fanno risalire ai rotoli di papiro avvolti intorno ad un cilindro, di cui si componevano i volumina nelle biblioteche o alle strisce di stoffa usate per rivestire colonne e pilastri durante feste e cerimonie, oppure agli esempi reali dell'architettura, in cui sono frequenti colonne con decorazioni vegetali spiraliformi. L'uso della narrazione di eventi attraverso immagini in sequenza trae origine a Roma dalle "pitture trionfali" di cui ci parlano le fonti letterarie: tavole dipinte che accompagnavano il generale vittorioso nella processione del "trionfo" e in cui venivano illustrate al popolo, con figure organizzate per quadri o per registri, gli avvenimenti più significativi delle campagne compiute. - |
| 175
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Claudius Aelianus [Élien, Aelian,] autore e filosofo italico (175-235) scrive in greco il In essa lo spirito enciclopedico dell'autore fa confluire informazioni pseudo scientifiche e curiosità leggendarie. È definita un'opera di compilazione con intenti moraleggianti. [n.d.a. Eliano, tra l'altro, riporta l'istinto di cova del gallo e del cappone **] Della vita di Eliano si sa quello che Filostrato Flavio detto l'Ateniese (c.170-250), ci riferisce nelle sue Vita dei sofisti. Scolaro a Roma del sofista Pausania apprese, dai precetti della seconda sofistica, la scrittura in greco atticizzante, al punto da essere soprannominato meliglossos, lingua di miele, per la precisione e l'efficacia del suo stile. A differenza dei suoi colleghi romani non si sentì portato per le declamazioni pubbliche preferendo coltivare studi storici, naturalistici ed antiquari. Fu gran sacerdote a Preneste e frequentò la corte di Giulia Domna, moglie di Settimio Severo. A differenza degli altri sofisti non girò il mondo, ma rimase per tutta la vita nel Lazio, dove morì. Secondo il lessico Suda sarebbe stato sacerdote nel tempio della Fortuna a Preneste. (*)-leggi il libro- **Aristotele non parla di uova covate dal maschio, ma afferma solamente che il gallo si prende cura di pulcini già nati, e non specifica -se emette o non emette dei richiami per invitarli a mangiare. - |
| 320
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Lattanzio Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio Lucius Caecilius Firmianus Lactantius (Africa ca. 250 - Galliae ca. 320) scrittore latino cristiano. Il poemetto De ave Phoenice (L'uccello fenice), dove il mito della fenice è assimilato alla passione, morte e resurrezione di Cristo, è a lui attribuito. Una storia del leggendario uccello detto “araba fenice”, mista di elementi pagani e cristiani risente della sua fine educazione e della sua professione di retore, e vale, più che per la forza delle argomentazioni in difesa del cristianesimo, per l'eleganza stilistica, degna del miglior latino, tanto da meritargli il titolo di “Cicerone cristiano”. |
Gli antichi egizi furono i primi a parlare del Bennu o Benu, che nelle leggende greche divenne la Fenice. La Fenice: Uccello sacro favoloso, aveva l'aspetto di un'aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe e due lunghe piume — una rosa e una azzurra — che le scivolano morbidamente giù dal capo (o erette sulla sommità del capo). In Egitto era solitamente raffigurata con la corona Atef o con l'emblema del disco solare. Molti storici si domandano se la Fenice sia esistita facendo riferimento alle opere dei poeti romani, considerandola un prodotto della fantasia dei seguaci del Dio-Sole. Alcuni, tuttavia, credono che il mito possa essere basato sull'esistenza di un vero uccello che viveva nella regione allora governata dagli Assiri. Gli antichi la identificavano col Fagiano dorato (Chrysolophus pictus), tanto che un imperatore romano si vantò di averne catturato uno. Il volatile più idoneo a rappresentarla è la Garzetta (Egretta garzetta) che come l' Airone quando spicca il volo sembra mimare il sorgere del sole dall'acqua. La Fenice venne associata col sole e rappresentava il BA " l'anima " del dio, del sole Ra, di cui era l'emblema - tanto che nel tardo periodo, il geroglifico del Bennu veniva impiegato per rappresentare direttamente Ra. - - |
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| 439
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Entra in vigore il Codice Teodosiano.* Il Codice Teodosiano (Codex Theodosianus) è una raccolta ufficiale di costituzioni imperiali voluta dall'imperatore romano d'oriente Teodosio II, Flavius Theodosius (aprile 401 – 28 luglio 450). Venne pubblicata, dopo una fase di gestazione lunga 9 anni, il 15 febbraio 438, ed entrò in vigore il 1 gennaio 439. *Codice Teodosiano- Colosso di Barletta - |
| Eventi
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450 - Fondazione di Venezia Secondo la leggenda la nascita di Venezia avvenne il 25 marzo del 421 con la consacrazione della chiesa di San Giacometo a Rialto, sulle rive del profondo canale navigabile oggi Canal Grande. Gli abitanti della terraferma vi avrebbero trovato rifugio a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo. - |
| Eventi
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Attila (406–453) nato nel Caucaso e morto in Pannonia.[nda: Pannonia significa "aquitrinio", "palude".Un'antica regione compresa tra i fiumi Danubio e Sava, che comprendeva la parte occidentale dell'attuale Ungheria, il Burgenland oggi Land austriaco, fino a Vienna, la parte nord della Croazia e parte della Slovenia]. Ultimo e più potente sovrano degli Unni, ramo occidentale della stirpe degli Xiongnu, tribù nomadi antenate dei Mongoli e dei Turchi, originarie della Cina nord-orientale e dell'Asia centrale. Prisco di Panion, storico, descrisse Attila così: « Basso di statura, con un largo torace e una testa grande; i suoi occhi erano piccoli, la sua barba sottile e brizzolata; e aveva un naso piatto e una carnagione scura, che metteva in evidenza la sua origine. » Attila è conosciuto nella storia occidentale e nella tradizione come il "Flagello di Dio", e il suo nome è diventato sinonimo di crudeltà e barbarie; a questa fama può aver contribuito il fatto che la sua figura sia stata nel tempo assimilata a quella di altri condottieri della steppa: Mongoli come Genghis Khan e Tamerlano, noti come signori della guerra abili in combattimento, crudeli e sanguinari, e dediti al saccheggio; la figura di Attila, in realtà, è più complessa. - |
| 476
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Fine dell' Impero Romano d'Occidente . Caduto sotto i colpi delle invasioni barbariche dopo due secoli di inarrestabile declino. A mantenere in vita il sacro nome diRoma restò da quel momento, e per quasi un millennio, l' Impero Romano d'Oriente, conosciuto anche come Impero Bizantino. L'Impero d'Oriente, geograficamente meno esposto alle invasioni barbariche e dotato di una struttura economica e politica più solida, sopravvisse. - |
| Curiosità.
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Nel XIV secolo l'Impero perse progressivamente territori sotto la pressione
turca ad est e quella serba ad ovest. Già alla fine del secolo l'Impero
era ridotto ormai alla sola capitale; nel 1453 i turchi sferrarono l'attacco
decisivo, assediando e conquistando Costantinopoli. L'impero bizantino
scompariva per sempre dalla storia. L' Impero Romano d'Oriente cadde
nel 1453 d.C.
- Dal greco parlato dai bizantini derivano molte parole italiane: mela, ciliegia, anguria, basilico, galea, ormeggiare, falò, molo, gondola, vescovo, basilica, chiesa, camera, ampolla, gamba, stomaco solo per citarne alcune. Sono bizantini anche alcuni nomi geografici. La Puglia meridionale si chiamava in origine Calabria, mentre la Calabria si chiamava Bruzio. Quando i bizantini persero gran parte dei possedimenti in Puglia, il duca si trasferì nel Bruzio che da allora si chiamò Calabria. Anche la Basilicata, un tempo chiamata Lucania, deve il suo nome ai bizantini: "Basilicata" viene infatti da "Basileus". - ---
Ravenna fu per due secoli la capitale dei domini bizantini in Italia. In questa città possiamo ancora oggi ammirare gli splendidi mosaici. Nei mosaici bizantini di Ravenna la rappresentazione degli uccelli è molto frequente. Recenti studi hanno dimostrato che gli uccelli sono rappresentati gli uni con tratti sicuri, gli altri con tratti approssimativi e imprecisi. I primi, chiari e identificabili, erano conosciuti dagli artisti perchè erano diffusi nella zona, i secondi invece erano poco conosciuti e probabilmente la loro rappresentazione era arrivata a Ravenna attraverso dei "cartoni". |
Medioevo-
ultimo imperatore romano Romolo Augusto
fine dell' Impero Romano d'Occidente
--| All’uomo medievale, spesso povero e analfabeta, viene raccontata la
religione attraverso gli affreschi delle chiese e vengono imposte le leggi
da un signore, il feudatario, che non di rado si ritiene suo padrone assoluto.
Gli viene quasi negata la facoltà di pensare e la ragione dell’uomo,
oltraggiata, si ribella e, quasi come a volersi riscattare, si crea le
sue immagini, tra le quali le “bestie”.
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Flavius Blondus (Forlì 1392- Roma 1463) - Secondo la suddivisione più condivisa, la Storia d'Europa prevede tre ere: classica, medioevale; moderna e contemporanea . Il Medioevo (termine coniato da Flavio Biondo, ispirandosi a Francesco Petrarca) è il periodo intermedio, il cui inizio viene collocato, per l'intera Europa, nel 476, cioè nell'anno che segna, secondo una convenzione fissata dagli storici, la fine dell' Impero Romano d'Occidente.-- Flavio Biondo, Historiarum ab inclinatione romanorum imperii decades,1483 |
![]() Una suddivisione comunemente utilizzata del medioevo è tra: "Alto Medioevo" (da qualcuno detto dei "secoli bui"), che va dal V al X secolo ed è caratterizzato da condizioni economiche disagiate e da continue invasioni da parte di Slavi, Arabi, Vichinghi e Magiari; "Basso Medioevo" (tardo medioevo), un periodo intermedio, che vede lo sviluppo di forme di governo basate su signorie e vassallaggio, con la costruzione di castelli e la rinascita della vita nelle città; poi un crescente potere reale e la rinascita di interessi commerciali, specie dopo la peste del XIV secolo. |
| Attestazioni ornitologiche medievali si riscontrano nelle sculture
delle chiese romaniche, nei riferimenti di prosa e poesia, nelle graziose
e belle miniature inserite nei libri o negli ornamenti dei messali . Negli
scudi, spade etc.
Uccelli rappresentati con mirabile precisione che parlano dell'interesse del Medioevo per gli uccelli, presenze consuete e familiari .- |
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disegno della statua di Federico II a Capua, prima della demolizione, Album di Séroux d'Agincourt, Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano | ![]() |
De arte venandi cum avibus |
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| Eventi
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404 - Ravenna capitale d'Italia sotto
Onorio
405 - San Girolamo termina la Vulgata: Il Vangelo cristiano è tradotto in latino 452 - Attila distrugge Aquileia e causa la fondazione di Venezia da parte dei rifugiati. -- |
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| Con il termine Alto Medioevo (476-1000) si indica il periodo
storico compreso fra il VII secolo e la metà dell’XI secolo d.C.
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550 [Alto Medioevo] - San Maurizio vescovo di Firenze.
570 Nascita di Maometto, Mohammed o Muhammed, profeta arabo dell'Islam, Mecca, ca. 570 – Medina, 8 giugno 632 610-Maometto inizia la sua predicazione, in seguito alla visone dell'Arcangelo Gabriele - |
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| - | VII secolo
600-699
Albenga (Savona), romana, paleocristiana, medioevale conserva il magnifico mosaico dedicato alla Trinitá e agli Apostoli. La struttura fa parte delle testimonianze dell'epoca storica tardo romana-alto medievale della città di Albenga e del suo vasto territorio e indica lo stretto legame che vi era all'epoca con la città di Milano. - |
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| 622
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Calendario Zoroastriano [da Zoroastro o Zarathustra, profeta (630 a.C-553 a.C.)] Alexander Wetmore nell' Introduzione al testo The Migration of Birds 1927, cita che i Persiani e gli Arabi costruivano i loro calendari basandosi sui movienti migratori degli uccelli . L'inizio dell'attuale calendario solare persiano, che discende direttamente dall'antico calendario zoroastriano, si fa risalire al giorno dell'equinozio di primavera dell'anno dell'Egira -la fuga del profeta Maometto dalla Mecca a Medina nel 622 d.C. Un anno ha 365 giorni (366 gli anni bisestili) e il suo capodanno (No Ruz), secondo il calendario occidentale, generalmente cade il 21 di marzo. - |
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| 636
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Isidoro di Siviglia [Isidorus Hispalensis] (Cartagena 560 circa - Siviglia 4 aprile 636) fu un importante scrittore latino; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica che lo considera Dottore della Chiesa . Ebbe un ruolo di primo piano nelle vicende politico-religiose della Spagna dominata dai Visigoti, pare da lui convertiti al cristianesimo, e come promotore e massimo rappresentante di un risveglio della cultura e delle lettere in quei tempi. I suoi interessi culturali abbracciarono tutto il campo dello scibile del tempo: le arti liberali, il diritto, la medicina, le scienze naturali, la storia, la teologia dogmatica e morale. La sua immensa produzione letteraria ha però risentito di questa vastità di interessi e manca di originalità e profondità, riducendosi il più delle volte a puri compendi o antologie.Influenzò in larga misura la cultura del Medioevo, con i suoi libri Etymologiae o Origines (in venti libri), enciclopedia di tutto lo scibile del tempo, composta prendendo come spunto le etimologie dei vari termini. La prima enciclopedia dell'era cristiana furono le Institutiones di Cassiodoro (560) che ispirarono la Etymologiae (636) di Isidoro di Siviglia la quale divenne l'opera enciclopedica più influente dell'inizio del medioevo. La Bibliotheca del patriarca Photius (IX secolo) fu la prima opera bizantina che si potesse chiamare enciclopedia. Il De proprietatibus rerum (1240) di Bartholomeus de Glanvilla fu l'enciclopedia più diffusamente letta e citata dell'alto medioevo mentre lo Speculum Majus (1260) di Vincent de Beauvais, con più di tre milioni di parole, fu l'opera più ambiziosa del periodo tardo medievale. - * per leggere il **per leggere l' Etymologie, qui -- |
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| Eventi
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Primo Doge di Venezia Anafesto Paolo Lucio o Anafesto Paoluccio (no dati) primo doge di Venezia, nel periodo 697-717, quando la provincia della Venetia maritima, precedentemente retta da Tribuni venne eretta a ducato con capitale a Eracliana, nel quadro del generale riordino dell'Esarcato bizantino d'Italia, del quale era parte integrante. nota: -Doge: suprema magistratura della Repubblica di Venezia - Gli Arabi diffondono la propria cultura di analisi degli astri e gli studi sull'analisi del tempo sia con tecniche astronomiche che con tecniche meccaniche. - |
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| VIII secolo
700-799 - |
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| 781
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Al-Jahiz (occhi sporgenti) - Abu Uthman Amr ibn Bahr al-Kinani al-Fuqaimi al-Basri (nato a Basra, c.781-Dicembre 868 o Gennaio 869) fu un celebre erudito arabo, che si ritiene fosse di stirpe afro-arabica o proveniente dall'Africa orientale. Scrittore di opere in prosa in lingua araba e autore di testi di letteratura araba, biologia e zoologia, storia, filosofia islamica, psicologia islamica, teologia mutazilita e polemista politico-religioso. Si dice che avesse scritto oltre 200 libri. Il suo scritto più famoso il Kitab al-Hayawan, il libro degli animali, è un'enciclopedia in sette volumi di aneddoti, descrizioni poetiche e proverbi che descrivono più di 350 specie animali, oltre a una serie di altri esseri (anche fantasiosi ma comunque accettati dalla tradizione islamica) come i jinn. È considerata l'opera più importante di al-Jahiz; fa congetture sulla influenza dell' ambiente naturale sugli animali, sviluppando una sorta di antica teoria dell'evoluzione. Al-Jahiz valuta l'importanza che l'ambiente ha sulla probabilità di un animale di sopravvivere, e per primo descrive la lotta per la sopravvivenza, teoria annata di quella della selezione naturale. Fu anche il primo a parlare di catena alimentare. Uno dei primi sostenitori del determinismo ambientale e spiegò che l'ambiente può determinare le caratteristiche fisiche degli appartenenti a una certa comunità. Si servì delle proprie teorie sulla selezione naturale e sul determinismo ambientale per spiegare l'origine dei diversi colori della pelle della specie umana, in particolare della pelle nera, che credeva essere frutto dell'ambiente. Non si conosce la causa della sua morte, ma la leggenda popolare dice che sia stato vittima di un curioso incidente: i libri che riempivano la sua biblioteca privata un giorno crollarono giù e finirono per schiacciarlo, uccidendolo. Aveva 93 anni. Un'altra versione sulla sua morte dice che si sia ammalato e sia morto nel mese di Muharram (capodanno islamico) . Bibliografia: Mehmet Bayrakdar (Third Quarter, 1983). "Al-Jahiz and the Rise of Biological Evolutionism", The Islamic Quarterly. Londra |
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| IX secolo
800-899 - |
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| Eventi
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800 -Carlo Magno
incoronato Imperatore da papa Leone III
846 -I musulmani nordafricani, risalendo da Ostia, saccheggiano la basilica di San Pietro in Vaticano 885 -I Normanni attaccano Parigi Avvenimenti: -Carlo Magno muore, il suo Impero viene diviso tra i figli Ludovico il Pio, Lotario e Carlo il Calvo -I Vichinghi raggiungono l'America via mare sei secoli prima di Cristoforo Colombo -A Venezia iniziano i lavori per la Basilica di San Marco - |
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| X secolo
900-999
Guido Aretino (991 circa – 1050) o Guido Monaco da Arezzo, inventore delle note musicali. Monaco benedettino, curò l'insegnamento della musica nell'Abbazia di Pomposa, sulla costa Adriatica vicino a Ferrara, dove notò la difficoltà che i monaci avevano ad apprendere e ricordare i canti della tradizione Gregoriana. Per risolvere questo problema, ideò e adottò un metodo d'insegnamento completamente nuovo, che lo rese presto famoso in tutta l'Italia settentrionale. - |
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| Eventi
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Anno 900 d.C. sciolta di fatto dall’egemonia bizantina, la Sardegna diventa indipendente per la seconda volta dopo oltre un millennio (lo era stata con i Nuragici e i Shardana). Abbandonati dall’Impero d’Oriente e pressati dalla minaccia di invasione saracena, i Sardi organizzano in autonomia la difesa e l’amministrazione dell’ Isola suddividendola in quattro regni autonomi : i Giudicati di Cagliari, Arborea, Torres-Logudoro e Gallura ognuno governato da un Giudice che aveva tutte le prerogative di un sovrano. Tra i Giudicati emerge nel tempo per potenza, organizzazione e durata quello di Arborea con capitale l’antica città di Tharros fino al 1070 e successivamente Oristano. Alla sua guida si sono succeduti, con diversi titoli e medesime capacità di governo 37 sovrani. Tra questi compare una donna, una grande donna, la giudicessa Eleonora d’Arborea che rimase al governo in qualità di reggente dei propri figli dal 1383 al 1392. |
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| - | 926 -Nasce il Regno di Navarra
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| XI secolo
1000-1099- -- |
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| Eventi | 1004 - Nasce ufficialmente la Repubblica
di Venezia
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| 1037
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Avicenna (in Latino), "Ibn Sina (in Arabo), Abu Ali Sina (in Persiano), 980-1037, muore. [alias Abu Ali al-usayn ibn Abd Allah ibn Sina o Pur-Sina] nato a Afshana, presso Buhara (Balkh) nel 980, morto a Hamadan nel 1037, è stato un medico, filosofo, matematico e fisico persiano. Autore del “Abbreviatio de animalibus” un omaggio ad Aristotele. Scrisse circa 450 libri su una grande varietà di soggetti. Molti di questi libri trattano di temi filosofici e medici. È considerato da molti come "il padre della medicina moderna". |
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| Eventi
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Il Comune è una forma di "governo locale" che si diffuse a partire dai secoli XI e XII nelle città dell' Italia centro-settentrionale e che andò esaurendosi nel corso dei secoli XIII e XIV, con la modificazione degli equilibri politici interni, con l'affermazione sociale di nuovi ceti e con la sperimentazione di nuove esperienze di governo (signoria cittadina).
Nel 1860, Giuseppe Garibaldi proclamò Salemi, in provincia di Trapani, la prima capitale d' Italia. Garibaldi, dopo essere sbarcato a Marsala, si diresse alla volta di Salemi dove, il 14 maggio 1860, venne accolto con grande entusiasmo dalla popolazione. Grazie all'aiuto del barone Giuseppe Triolo di Sant'Anna di Alcamo, che si era a lui unito con una banda di picciotti assunse il dominio in nome di Vittorio Emanuele II Re d'Italia. Nella Piazza del municipio, denominata "Dittatura" in ricorrenza dell'evento, una lapide ricorda che in quella data Giuseppe Garibaldi arrivò a Salemi dichiarandosi dittatore del Regno delle Due Sicilie “Siciliani! Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all'eroico grido della Sicilia, resto delle battaglie lombarde. Noi siamo con voi! Non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra. Tutti uniti, l'opera sarà facile e breve. All'armi dunque!”. In quell'occasione l'Eroe dei Due Mondi issò, da sé, sulla cima della torre cilindrica del castello Normanno-Svevo la bandiera tricolore proclamando Salemi la prima capitale d'Italia; titolo che mantenne per un giorno. Proprio a Salemi fu promulgata una delle prime leggi dell’Italia Unificata dando così alla città l’onore di essere la prima capitale dell’Italia liberata. - |
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l' Italia nell' anno 1000,- - |
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| XII secolo
1100-1199 - |
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| 1100
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Ugo di Folieto (1100-1174) nome italianizato,[Hugues de Fouilloy, Hugo Folietanus (de Folieto)] priore francese.Di nobile origine, proviene da una famiglia che avrebbe ricevuto il borgo di Fouilloy quale collegio elettorale dell' Abazia di Corbie. È certamente in questa stessa Abazia che ha frequentato i suoi studi clericali prima di entrare nella chiesa di Saint-Laurent-au-Bois verso il 1120. Principali opere attribuite al Prieur de Saint-Laurent-au-Bois sono : il De avibus,[il De Claustro animae, il De medicina animae, il De nuptiis, il De rota verae et falsae religionis e il De pastoribus et ovibus]. Il De Avibus è un trattato della morale sugli uccelli, simile ad un Bestiario sugli animali [*] . Si crede che Ugo di Folieto abbia scritto il De Avibus prima di essere priore a St.-Nicholas-de-Regny, fra 1132 e 1152. [*]- - |
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| 1167
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Temujin [ossia il fabbro] (1162-7 ca. - 1227) nato a Deluun Boldog, sul monte Burkhan Khaldun, non lontano da Ulaan Baataar e morto a Gardi. Noto più come Gengis Khan [Genghis Khan] *ovveroSignore universale. La grandezza di Gengis Khan non si espresse solo in campo militare. Eccellente uomo di stato, dotato di un notevole talento amministrativo e organizzativo. Grande falconiere e diffusore della caccia al falco; volevano conquistare il mondo a cavallo, con l'arco a tracolla e sulla sinistra il falcone o l'aquila. Dopo aver unificato le tribù mongole, fondando l'Impero Mongolo, le condusse alla conquista della maggior parte dell'Asia Centrale, della Cina, della Russia, della Persia, del Medio Oriente e di parte dell'Europa orientale, dando vita, anche se per breve tempo, al più grande impero della storia umana. Fu sepolto in un luogo tuttora ignoto della nativa Mongolia. Morì il 29 agosto 1227. Negli ultimi istanti forse immaginò che i suoi discendenti, vestiti di stoffe ricamate d'oro, si sarebbero dimenticati di lui, e della povera e austera Mongolia. Nella giovinezza era andato a caccia nelle boscaglie del Burqan-Qaldun, il monte sacro; e si stese sotto il fogliame di un grande albero isolato. Vi sostò qualche tempo, come perso in un sogno a occhi aperti, e alzandosi dichiarò che voleva essere sepolto sotto quelle fronde. Lì venne sepolto. Dopo il funerale il luogo diventò tabù, e la foresta crebbe, si dilatò e nascose tutte le figure che Gengis-khan era stato. Nascita: Deluun Boldog, 1162
Gengis Khan ebbe da varie mogli e concubine numerosi figli e figlie,
a ciascuno dei quali vennero assegnati titoli e guerrieri, ma per i 4 figli
maschi avuti dalla prima e principale moglie Börte furono riconosciuti
i più alti onori ed il diritto di successione per le cariche più
rilevanti; questi 4 erano:
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l' Occidente comincia a conoscere Aristotele |
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| 1187
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Gerardo da Cremona Verso il 1187 iniziò a circolare Aristotele, grazie alla singolare figura di Gerardo da Cremona, che aveva imparato l'arabo a Toledo per poter tradurre trattati là presenti. I testi latini e greci, filtrati dal mondo arabo, contenevano anche cognizioni provenienti da Persia, India e perfino (in maniera mediata) Cina, soprattutto riguardo alla medicina, all'astronomia ed alla matematica. Gerardo da Cremona (Cremona, 1114-Toledo, 1187) è stato un famoso traduttore italiano di lavori scientifici. Viene chiamato anche Gherardo da Cremona e con il nome latino di Gerardus Cremonensis. Tra le altre opere tradusse di Abu Nasr Muhammad Farabi, persiano (Wasij, 874 – Damasco, 950), De scientiis (Sulla scienza), discute la classificazione e i principi fondamentali delle scienze. - |
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| XIII secolo
1200-1300 - |
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| Eventi
1202
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-- --Introdotti
in Europa lo zero e i numeri arabi
Liber abaci, è uno dei più importanti libri di matematica del Medioevo, scritto nel 1202 dal pisano Leonardo Fibonacci (1170-1250) o Leonardo da Pisa detto Fibonacci (figlio di Bonaccio), matematico italiano, nato e morto a Pisa. Liber abaci, opera in quindici capitoli con la quale si introdusse per la prima volta in Europa (nel capitolo I) le nove cifre, chiamate da Fibonacci indiane e il segno 0 (che in latino è chiamato zephirus, adattamento dell'arabo sifr, che significa zero). Per mostrare ad oculum l'utilità del nuovo sistema Fibonacci pose sotto gli occhi del lettore una tabella comparativa di numeri scritti nei due sistemi, romano e indiano. Etimologia: abaci - il termine deriva dal latino abacus che proviene a sua volta dall'ebraico "polvere". - |
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| 1220
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Michael Scotus, nato in Scozia (non è certo; altri a Salerno o a Toledo) verso il 1180 - m. nel 1236 [Michael Scot o Scoto anche Michele Scotto], illustre traduttore di Toledo, fu filosofo e astrologo presso la corte di Federico II. Realizza la prima traduzione dei libri zoologici di Aristotele e di Avicenna (Ibn Sina) De animalibus*, il De sphaera di Alpetragio, il De caelo et mundo, il De anima. Tutte queste traduzioni contribuirono validamente a far conoscere il pensiero aristotelico e i filosofi arabi in Occidente. [da non confondersi con Duns Scoto (1265-66 - 1308)] È conosciuto soprattutto per essere stato citato da Dante Alighieri nel canto XX dell' Inferno, nella bolgia degli indovini, a quanto pare a causa di una sua profezia per cui Federico II sarebbe morto in una località dal nome di un fiore. Federico II cadde probabilmente vittima di un'infezione intestinale dovuta a malattie trascurate, durante un soggiorno in Puglia. Le sue condizioni apparvero immediatamente gravi, tanto che si rinunciò a portarlo nel più fornito Palatium di Foggia, e la corte dovette riparare appunto a Castel Fiorentino, nell'agro della odierna Torremaggiore, nelle vicinanze di San Severo, in provincia di Foggia. Federico II fu chiamato ai suoi tempi Stupor Mundi [coniato da Matteo da Parigi (1200-1259), monaco e cronista inglese. Meraviglia del Mondo, per la sua inestinguibile curiosità intellettuale) e Puer Apuliae, (Fanciullo della Puglia, per il fatto che amava molto la Puglia)]. |
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. I resti dell’antico Castello di Fiorentino si trovano ad una decina di chilometri a sud di Torremaggiore (Foggia), su una collina denominata “dello Sterparone”. Edificata tra il 1018 e il 1023 dal catapano bizantino Basilio Bojohannes (insieme a Dragonara, Troia, Civitate, Tertiveri, Devia e Montecorvino), la città divenne presto un baluardo strategico-difensivo in grado di fronteggiare gli attacchi dei nemici dell’Impero bizantino, in particolare Longobardi, Arabi e Tedeschi. Divenuta prima sede vescovile, poi contea Normanna nell’XII-XIII secolo, acquistò una notevole fama sotto gli Svevi. Numerosi sono stati, infatti, i viaggi e i soggiorni di Federico II, che scelse il Castello come dimora proprio perché ben fortificato, e nelle cui mura morì il 13 dicembre 1250. La città fu distrutta nel 1255 durante le aspre lotte tra il papato, papa Alessandro IV, e gli Svevi, lotte che costrinsero gli abitanti sopravvissuti a rifugiarsi nella vicina città di Terra Maioris (fusione di Fiorentino e di Dragonara) ora Torremaggiore . Passato sotto la dominazione angioina, Fiorentino fu concessa in feudo a diverse case signorili fino a quando, nel 1442, Alfonso d’Aragona, re di Napoli, la cedette a Paolo de Sangro, duca di Torremaggiore e Principe di Sansevero. Il devastante terremoto che il 30 luglio 1627 distrusse San Severo, rase quasi completamente al suolo anche Torremaggiore. - |
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| 1223
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Gerald de Barri (c.1146-c.1223) Giraldus Cambrensis [o Gerald of Wales o Gerallt Gymro], arcidiacono di Brecon, religioso medievale e cronista del suo tempo. Nato a Manorbier Castle nel Pembrokeshire, Galles e morto a Hereford ?, Inghilterra, era di sangue misto Normanno e Gallese. Dal 1184 fu cappellano del re Enrico II d'Inghilterra. Visitò come pellegrino Roma tre volte dove fu testimone oculare della presenza del Velo della Veronica, [qui]. I suoi viaggi a Roma avevano lo scopo di chiedere al Papa di rendere la Chiesa Gallese indipendente da Canterbury elevando St David's ad arcidiocesi, cioè a capitale ecclesiastica del Galles. Scrisse importanti opere storiche sul Galles e l'Irlanda. Nella Topographia Hiberniae, v. 47, (1187) sostiene di aver visto cirripedi d'oca nel processo di trasformazione in "Oche Barnacle". nota: In inglese, i percebes (o cirripedi d'oca) si chiamano barnacles. Hanno un posto nella genesi della teoria dell’evoluzione (se ne è occupato Darwin tra il 1851 e il 1854). Il Pollicipes polymerus (Gooseneck barnacle) ha un peduncolo carnoso simile a un collo d’oca. La rassomiglianza indusse gli antichi a pensare che l’oca – o meglio un’oca migratoria marina che non si risproduceva nei paesi temperati, ma soltanto nell’Artico – nascesse dai barnacles. Quest’oca fu chiamata Barnacle goose Branta leucopsis Bechstein,1803 e, in quanto di origine marina, si poteva mangiare nei giorni e nei periodi di magro. da Topographia Hiberniae: "Ci sono molti uccelli, chiamati Bernacae, che la natura produce contro le sue stesse leggi in maniera meravigliosa. Sono come anatre di palude, ma un po’ più piccole. Sono generate dai tronchi di abete gettati dal mare, ed all' inizio sembrano delle escrescenze su di essi. Successivamente si appendono col becco, simili ad erbe marine attaccate al tronco, e sono racchiuse in conchiglie per potersi sviluppare più liberamente. Essendosi così nel corso del tempo ricoperte di uno strato di piume, esse infine cadono in acqua o si alzano a volare nell' aria. L' embrione di anatra si accresce e si nutre da una mistura ricavata in maniera segreta e meravigliosa dal mare o dal legno. Ho visto con i miei occhi più di mille di questi minuscoli corpi di uccello pendere da un tronco sulla spiaggia, chiusi in conchiglie e già formati" ….. "In nessun luogo del mondo si è mai saputo che facciano dei nidi. Per questo motivo i vescovi e il clero in qualche parte dell' Irlanda sono usi mangiare nei giorni di magro questi uccelli senza scrupoli. Ma ciò facendo essi cadono in peccato. Perché se qualcuno avesse mai mangiato la coscia del nostro primo progenitore, anche se egli ( Adamo ) non era nato da carne, quella persona non potrebbe essere sollevata dal sacrilegio di aver mangiato carne".
Nel 1215 con l'intervento di Papa Innocenzo III (1160-1216), si arrivò a proibire definitivamente il consumo di ogni tipo di carne nei periodi di magro e quaresima, a prescindere dalla origine marina o meno, della carne. - |
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| Eventi
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1226 muore San Francesco d'Assisi (Assisi, 1181/2 - 3 ottobre 1226), fondatore dell'Ordine mendicante che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana). È stato proclamato patrono d'Italia da papa Pio XII nel 1939. - |
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1230
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Tommaso di Campintré nato De Monte [Thomas Cantimpratensis, Thomas Brabantinus, Thomas van Bellenghem o Thomas of Cantimpré] (1201-1270 / 1272 ?) cattolico romano, scrittore medioevale, nato a Bellenghem (Bellingen) Bruxelles e morto a (no dati). Era soprannominato "Brabantinus", più tardi anche "Cantimpratensis" perchè era nell' abazia di Campintré, Il suo maggiore scritto De naturis rerum, opera enciclopedica scritta negli anni 1230-1240, ad uso dei predicatori. Una sintesi delle conoscenze del tempo che trattava di antropologia, zoologia, botanica, mineralogia, astronomia, astrologia, e meteorologia. Vi scrisse 144 nomi di uccelli diversi . - |
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| 1231
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Papa Gregorio IX (1227-1241) con la "bolla" Parens Scientiarum (1231), conferma gli Statuti dell’Università di Parigi. In particolare viene nominata una commissione incaricata di correggere le opere di filosofia naturale di Aristotele per consentirne la lettura nell’Università parigina. - |
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| 1246
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Federico II nato a Jesi nel 1194 e morto nel 1250 a Castel Fiorentino (Foggia). L' Imperatore Federico II (1194-1250) scrive * il De arte venandi cum avibus (ca. 1246-1247) [L'arte di cacciare con gli uccelli]. Molto più che un semplice manuale di falconeria, cita osservazioni ornitologiche precise come per esempio il fatto che le ossa lunghe degli uccelli sono cave. Sappiamo che l'imperatore era solito andare a caccia nel " Pantano" di Lesina, sul Gargano in Puglia. Federico II, grande estimatore di falchi, era sempre attorniato da una cinquantina di venditori ambulanti presso la sua corte e nelle sue lettere al Khan dei Mongoli chiese dei Girfalchi artici da Lubecca e perfino dalla Groenlandia. Ora la fantasia di alcuni lo considera primo studioso di etologia dei rapaci (o fra i primi).Pare che anche suo figlio Manfredi fosse dedito agli studi scientifici e che avesse aggiunto alcuni commenti all'opera paterna, in seguito citata Codice di Manfredi (vedi anno 1596). L' ambasciatore Giamàl ad Din Ibn Wasil (1207-1298) che incontrò il Manfredi a Barletta riferisce che conosceva a memoria gli Elementi di Euclide e che finaziò un Istituto Scientifico (Dar al-‘ilm, ovvero Casa della scienza) in Lucera. Di certo si sà che Manfredi amava circondarsi di studiosi e scienziati arabi e per questo fu bollato dal papa come "signore dei saraceni". Il Papa non avrebbe potuto, essendoci il Manfredi, naturalizato figlio (avuto da Bianca Lancia), ereditare i beni di Federico II e per questo motivo era molto astioso nei suoi confronti. E' interresante notare come lo spirito di mecenate delle scienze fu trasmesso da Federico II alla sua discendenza . ( per saperne di più, qui )--( indicazioni bibliografiche, qui) * Federico II incaricò il suo astrologo siriano Teodoro ** di tradurre il “De arte venandi cum avibus”, un trattato sulla falconeria dell’arabo Moamyn (alla latina), Muhammad Ibn 'Abd Allah Ibn 'Umar al-Bayzar, traduzione araba. Lo stesso Federico II lo corresse e riscrisse durante l’interminabile battaglia di Faenza. Dell'opera esistono due versioni, una comprende un trattato di ornitologia e l'altra di falconeria. Nel trattato di ornitologia vi sono importanti accenni alle migrazioni degli uccelli. - ** Teodoro di Antiochia, Antiochia di Siria (Antakiyyah in arabo), forse inviato a Federico dal sultano d'Egitto nel 1236, è per un certo periodo suo segretario e astrologo personale. Teodoro cura versioni latine del saggio Secretum- secretorum-dello Pseudo-Aristotele * e cura trattati di falconeria . * Pseudo-Aristoteles, filosofo greco (Stagira 384 - Calcide 322 aC). . : Liber secreti secretorum Aristotilis ad Alexandrum regem Magnum. |
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Codice Vaticano Palatino Latino 1071 Il manoscritto conservato alla Biblioteca Vaticana con la collocazione di codice Palatino Latino 1071 contiene il trattato di Federico II De arte venandi cum avibus (sull'arte di cacciare con gli uccelli). Si tratta di un codice in pergamena di dimensioni pari approssimativamente a cm. 24,5x36 che contiene 111 fogli. L'opera consiste in un trattato di falconeria cioè sui sistemi di allevamento, addestramento e impiego di uccelli rapaci (propriamente falchi) nella caccia (soprattutto ad altri uccelli, tutti accuratamente descritti nell'opera). L'opera sarebbe in realtà un rimaneggiamento di una traduzione effettuata dal siriano Teodoro di un testo arabo di Moamyn. Federico ampliò il testo e aggiunse il notevole corredo di immagini. Ulteriori aggiunte furono effettuate dal figlio Manfredi, anch'egli valente falconiere. Sono presenti oltre 500 immagini di uccelli (che descrivono circa 80 specie animali) eseguite con sorprendente precisione. In certi casi è possibile stabilire relazioni con altre opere (per esempio quelle di Villard de Honnecourt*). Va notata la cura nella scelta dei colori del piumaggio e il dettaglio delle particolarità anatomiche, frutto evidentemente di attente osservazioni. L'opera, di fatto un aviario, ha dichiarati scopi manualistici ed è divisa in due libri: il primo tratta della caccia vera e propria, il secondo invece dell'allevamento e cura dei rapaci. La decorazione è composta dalle illustrazioni a colori degli uccelli e dei falconieri, dalle iniziali dei capitoli decorate, tradizionalmente in rosso e azzurro alternativamente, e dai titoli dei capitoli rubricati. Non tutto è stato portato a termine: in particolare le iniziali decorate si interrompono al f. 36 mentre ai ff. 94-100 le immagini non sono state colorate. * architetto francese. Il suo nome potrebbe indicare il luogo di origine o il monastero dal quale partì ; Honnecourt è infatti un piccolo paese della Piccardia, sede di un'abbazia benedettina. E' noto per una raccolta di disegni, corredati da annotazioni, fondamentale per la conoscenza dell’architettura gotica. Il merito della parte ornitologica del De arte venandi cum avibus (Codice vaticano 1071) consiste proprio nella precisione scientifica. Tra l'altro, pur con qualche imprecisione, il re svevo utilizzò, cinquecento anni prima di Linneo, la denominazione binomia per designare le diverse specie di volatili. Fu lui e non lo scienziato svedese, a chiamare la rondine con il nome scientifico Hirundo rustica. Osservando le gru dal suo maniero ottagonale di Castel del Monte comprese che non uscivano dal letargo ma arrivavano in Puglia dai paesi scandinavi. - |
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| 1248
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Martedì,18 febbraio 1248. Federico II, che in quel momento si trovava a caccia sulla ghiaia del Taro, apprese che la sua capitale Vittoria*.fu distrutta dai parmensi (Battaglia di Parma). In questa battaglia i parmensi presero come bottino il De arte venandi cum avibuse la corona imperiale che un giovane, soprannominato Cortopasso, trascinava nella polvere. A seguito di questa vittoria il motto di Parma è " hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur " che tradotto significa " tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma ". * "... Nel 1247 l'imperatore infiammato d'ira e fuor di sé venne a Parma e nel paese di Grola - nel quale ci sono moltissime vigne ed il vino viene buono - fece sorgere una città con vasti fossati attorno, che per di più, a presagio dei futuri eventi, chiamò Vittoria, e le monete coniatevi si chiamarono vittorini e la chiesa maggiore S. Vittorio. Siamo nel 1247 ". [D. Romagnoli, Federico II, Parma e Salimbene de Adam, 1995 (con citazione, in corsivo, dalla Cronaca di Salimbene)]. **.Valera, frazione del comune di Parma. Il fatto che ha reso noto questo "villaggio" è stata la costruzione della città-accampamento di Vittoria-in località la Grola da parte di Federico II. Questa località posta tra la Crocetta e l'Ospedale è ancora chiamata la Grola, dal nome dialettale della ruota da Mulino, posta sul Canale della Abbeveratoia. Il 18 febbraio 1248, dopo una lunga ed estenuante resistenza, il Popolo di Parma, con alla testa il Cardinale Gregorio da Montelungo, l'animoso legato Pontificio, e Azzo d'Este, irruppe negli accampamenti di Vittoria (...e l'incendiò). Il Comune di Parma nel 1910 deliberò di dare il nome di Vittoria al Viale che ancora oggi trovasi sull'area dei vecchi Rampari che da Porta Santa Croce conduce alla Porta San Francesco. [ curiosità, Fra Salimbene-qui] |
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| 1254
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15 settembre 1254, nascita di Marco Polo. Marco Polo (15 settembre 1254 - 29 gennaio 1324) fu un mercante veneziano e un esploratore che, assieme al padre Nicolò e allo zio Matteo, fu tra i primi occidentali ad arrivare fino in Cina (da lui chiamata Chatai) percorrendo la via della seta. Le cronache del suo viaggio sono state da lui dettate a Rustichello da Pisa (no dati), cantastorie pisano di favole medioevali, romanziere e autore di compilazioni tratte dalla materia della Tavola Rotonda, suo compagno di prigionia a Genova, e raccolte in un libro intitolato Deuisament dou monde o Livre des merveilles (titolo originario scritto in lingua d'oïl , un dialetto da cui nacque la lingua francese), meglio conosciuto come Il Milione, da Emilione .soprannome di Marco. Il testo originale di Marco Polo e Rustichello è scomparso, ma è sopravvissuto in innumerevoli redazioni e traduzioni . . . Quest'opera ebbe una grande importanza per la conoscenza del lontano Oriente e contribuì a segnare l'inizio di una nuova epoca: quella in cui l'uomo europeo, liberatosi ormai delle paure dell'alto Medioevo, si affacciava al mondo esterno con sguardo curioso e indagatore, come un conquistatore sicuro di sé e dei propri mezzi. Nel capitolo 33, per quanto riguarda l'isola di Madagascar, «Magastar», e Zanzibar, Marco vi era giunto nel 1294, riferisce di uccelli giganti [the Roc (or Rukh) Roc-bird] definendoli uccelli-elefante ... però dice anche che hanno una apertura alare di 16 passi e che le ali misurano 8 passi ... chiaro che è una bufala: tali uccelli erano aptery cioè privi di ali, come si evince dalle tante testimonianze fossili .I malgasci chiamavano questo uccello, loro noto da vari secoli, Vouron-Patra . ( per saperne di più, - |
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| Eventi
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Nasce Dante Alighieri.(diminutivo di Durante Alighieri) Firenze, maggio o giugno 1265 circa – Ravenna, 14 settembre 1321. E' stato un poeta e scrittore e uomo politico fiorentino; è considerato il primo grande poeta della lingua italiana: per questo motivo fu definito "il sommo poeta", persino "il vate" (cioè "il profeta"). Ebbe una vita per molti versi travagliata e morì quando si trovava esiliato dalla sua città natale. Dante è l'autore della Divina Commedia, considerato il capolavoro per antonomasia della letteratura di tutti i tempi. Il suo nome è, secondo la testimonianza di Jacopo Alighieri, un ipocorismo per "Durante": "Durante, olim vocatus Dante". Nei documenti, al nome di Dante può seguire il patronimico Alagherii o il gentilizio de Alagheriis, mentre la variante Alighieri si afferma solo con l'avvento di Boccaccio. - |
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| 1260
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Nel 1260 con lo Speculum Majus suddiviso in "Speculum Naturale", "Speculum Doctrinale" e "Speculum Historiale", di Vincentius Bellovacensis o Vincent de Beauvais (1190-1267), frate domenicano francese priore del convento di Beauvais, e l' Etymologiae di Isidore de Séville, santo Isidoro (560 o 570-636), contribuiscono a fare conoscere l' Enciclopedia[*] [*] Enciclopedia
è
un compendio scritto che raccoglie per quanto possibile tutte le conoscenze
ed il sapere umano, o una particolare branca di esso. Il termine deriva
dal latino medioevale e significa "istruzione
circolare",
cioè completa.
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| 1270
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Albertus Magnus [Albert von Bollstadt] (Lauingen,1193-1206 - Colonia,1280) religioso tedesco, santo, assurto nel 1941 a Patrono dei cultori delle scienze naturali. Nel De Avibus, Albertus Magnus [Albert le Grand, Saint Albert the Great, Albert of Cologne] cita per la prima volta numerosi uccelli . I suoi studi tassonomici e zoologici – marcati in parte da un ritorno alle tesi aristoteliche – confluirono nel 1270 nell'enciclopedia denominata De animalibus, di grande portata innovativa ma destinata a passare inosservata. Alberto Magno suddivide gli animali secondo la metodologia di locomozione, individuando quindi animali che camminano (uomo, quadrupedi); animali che volano (uccelli, pipistrelli); animali che nuotano (pesci, mammiferi marini, conchiglie) e animali che strisciano (serpenti, coccodrilli, lucertole); dedicando infine l'ultimo libro della sua opera agli "animali molto piccoli" e "privi di sangue", al quale appartenevano non solo gli entema aristotelici ma anche rospi, rane, chiocciole e scorpioni. Sebbene Alberto Magno non si discosti dai canoni metodologici cari al Medioevo, si riscontra nella sua indagine zoologica una primitiva forma di metodo scientifico, in quanto alla classificazione sistematica si accompagna la verificazione di alcune fonti più l'osservazione personale di alcuni fenomeni, come il comportamento di ragni e formiche, l'anatomia delle api e lo studio della metamorfosi delle farfalle. -- |
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| 1274
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La Sagra dei Osei, che si svolge a Sacile (PN) la prima domenica dopo Ferragosto, è certamente la più antica del suo genere ed una delle più vecchie sagre italiane ed europee. Le prime notizie storiche risalgono al 2 agosto 1274 in un memoriale del Patriarca Raimondo Della Torre: in questo i Sacilesi lamentavano che questo mercato, tenuto fuori dalle mura dagli uomini del contado di Caneva, era di danno alla città. Chiedevano di poterlo gestire direttamente all’interno delle mura cittadine; concessione elargita e ribadita da altri Patriarchi. Innumerevoli erano i mercati di un tempo ma tra tutti il più importante per la sua influenza sulla moderna Sagra dei Osei è il mercato di San Lorenzo. Il 10 Agosto, ogni anno, in piazza nasceva un mercato spontaneo che faceva accorrere nella città del Livenza gli abitanti delle zone limitrofe. Mercato di merci, suini, polleria e volatili è l’unico mercato sopravvissuto fino all’ottocento ma con alcune modifiche importanti che lo trasformano in mercato esclusivo di uccelli da richiamo, attrezzi e generi per l’uccellanda. --
Il 1907 fu l’anno che segna una svolta decisiva, in cui per la prima volta si decise di annunciare con particolari avvisi questo mercato. Nel 1909 si darà vero e proprio inizio all’annuale mercato – esposizione degli uccelli e attrezzatura, con un regolamento specifico, che diventerà motivo di identità e unione per i cittadini che non mancheranno nemmeno durante gli anni della Prima Guerra Mondiale grazie all’azione del segretario comunale Marchesini che convinse l’Amministrazione comunale di allora a potenziare e divulgare il mercato agostano. In seguito esso si specializzò nel settore ornitologico e nel 1926 il giornale udinese La patria del Friuli titola in prima pagina Sagra dei Osei di Sacile in dialetto veneto che trova, nonostante le polemiche, grande fortuna tra il popolo per la sua semplicità e immediatezza. Il prestigioso traguardo dei sette secoli di vita continuativa, superato ormai da diversi anni, è la conferma del fascino e dell’efficacia della Sagra dei Osei . Si tratta di una tradizione, di una formula, di espressione genuina della nostra gente, sempre moderna, nonostante il tempo. Nata allora come mercato, la sagra non era organizzata: si ripeteva annualmente per il tacito intervento degli allevatori di uccelli da richiamo e degli artigiani locali, abili costruttori di gabbie, lacci di crine, reti e panie. Con gli anni il semplice mercato si è trasformato in una festa canora che non ha mancato di ispirare artisti e scrittori. Nel 1907 il giornalista Arnaldo Fraccaroli fu il primo inviato del Corriere della Sera a descrivere un articolo brillante dettagliato sul mercato di San Lorenzo. Nel 1908 il pittore Achille Beltrame immortalò la fiera – mercato sacilese disegnando una artistica tavola a colori per la Domenica del Corriere. Nel 1923 fu pubblicata e rappresentata la commedia dialettale in tre atti intitolata La Sagra dei Osei di Alberto Colantuoni. Nel 1926 il commediografo e librettista Renato Simoni scrisse per il Corriere della Sera un articolo divenuto poi famoso per una frase in esso citata: la piazza è stipata, i forestieri, attratti dalla celebrità della fiera sono tutti in estasi…. Nel 1941 il Corriere dell' Agricoltore, settimanale illustrato del Popolo d'Italia, nel n.36 dedica la tavola di copertina . Negli anni successivi la Sagra dei Osei fu visitata e descritta da molti altri giornalisti, poeti, scrittori e pittori di alto calibro. ---
Oggi la Sagra dei Osei - Mercato Esposizione Nazionale Uccelli con il suo concorso canoro, celebre in tutta Europa con la presenza di migliaia di uccelli, rappresenta la più importante manifestazione avicola europea. Durante la manifestazione vengono premiati gli uccelli identificati come migliori cantori per le singole categorie e viene eletto il “ Tordo Nazionale ”. Inoltre si può assistere all’esibizione dei Campioni europei di Chioccolo, degli esperti nell’eseguire il verso di richiamo. Alla "Sagra dei Osei" di agosto, si accompagna la "Sagra primaverile dei Osei" di aprile. -- |
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| 1294
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Bonifacio VIII fa inventariare la Biblioteca papale, che contiene 443 codici: il catalogo, destinato a crescere rapidamente, documenta una rilevante presenza di opere scientifiche. - |
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| 1295
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Brunetto Latini (1220-1295) nato e morto a Firenze, sepolto nella chiesa fiorentina di Santa Maria Maggiore. La fama del Latini come scrittore è affidata soprattutto a Li livres dou trésor, una delle prime "enciclopedie" (scritta in francese), e al poemetto didattico Il tesoretto (scritto in volgare toscano). Scrittore omosessuale. Dante e Virgilio incontrano ser Brunetto Latini all' Inferno. ristampa del 1851 Scritture Antiche Toscane di Falconeria ed alcuni capitoli nell' originale francese del Tesoro di Brunetto Latini sopra la stessa materia. Con annotazioni del Conte Alessandro Mortara. Prato, Alberghetti, 1851. - |
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| - | XIV secolo
1300-1399 - |
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| 1300
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Incisioni rupestri (dette anche petroglifi o graffiti): segni scavati nella roccia. Si trovano incisioni rupestri ancestrali a partire da quando è comparso l' Homo sapiens, fino in epoca recente. L'interpretazione di queste figure è discussa e varia da quella magico-simbolica, legata a riti religiosi di tipo sciamanico, a quella di figure fatte prevalentemente per passatempo da pastori fermi a guardia di greggi che pascolavano nei dintorni o che si abbeveravano. Petroglyph Birds petroglyph a Petroglyph National Monument, Albuquerque (stato del Nuovo Messico negli Stati Uniti d'America.), eseguito dai Southwest Native Americans ca. 1300-1600. (L. Blakely photo) ---- |
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| 1321
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-via Santa 4 - Bologna Pietro de' Crescenzi [o Piero-o Pier]- giudice (Bologna 1233 circa - ivi 1320 o 1321) è stato uno scrittore e agronomo italiano. Studioso di filosofia, di medicina, di scienze naturali, di giurisprudenza. E' considerato il maggiore agronomo del Medioevo occidentale. Nato da una buona famiglia bolognese, studiò logica, storia naturale, medicina e legge presso l'Università di Bologna, divenendo avvocato e scrittore. Con il titolo di Giudice si dedicò all'esercizio della pubblica giustizia in varie sedi: Senigallia (1269), Asti (1271), Imola (1283), Ferrara e Pisa (1286), Brescia (1292), Piacenza (1298). Stanco della pratica avvocatizia, a 70 anni si ritira dal lavoro impegnativo e decise di dedicarsi ad argomenti di agricultura, diventando noto per un celebre trattato, Ruralium commodorum libri XII-(Profitti in agricoltura) scritto nel 1305 circa e dedicato a Carlo II d'Angiò; diffuso come manoscritto in 109 copie (prima edizione: 1471): uno dei capolavori dell’agronomia di tutti i tempi in latino. La summa agronomica del "medioevo latino" con consigli per la caccia e l’uccellagione. Per la stesura del testo relativo alle piante e agli animali domestici attinge largamente alle fonti antiche, tra cui.Varrone, Columella, Palladio, nonchè Alberto Magno.Molto ricava dalla propria esperienza. Il trattato ebbe una grande fortuna: fu tradotto in italiano da un anonimo toscano nel XIV sec. (prima edizione1478), poi in francese, inglese e tedesco.Tutte ebbero diverse edizioni. Linneo istituì il genere botanico Crescentia (classe Magnoliopsida) per onorarlo. - - - |
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| 1324
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Marco Polo 29 gennaio 1324 - muore Marco Polo. [vai all' anno 1254] - |
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| 1325
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Don Juan Manuel (1282-1348) politico e scrittore di lingua castellana, nipote del re Alfonso X, nato nel Castello di Escalona a Toledo e morto a Peñafiel nei pressi di Valladolid, scrisse Libro de la caça un breve trattato sulla falconeria che richiama molto il De arte venandi cum avibus di Federico II . L'ultimo capitolo, incompleto, offre una guida dei migliori falconieri del regno di Castilla y León . Considerato come la prima opera in castigliano sulla falconeria . - |
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| Eventi
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Verso il 1350 Geoffroy de Charny, (generale francese morto a Poitiers nel 1356), mise la Sindone nella chiesa del suo feudo di Lirey nello Champagne. Non si sa né come né dove Geoffroy abbia trovato il Lenzuolo. Subito iniziarono i pellegrinaggi e le immancabili dispute sull'autenticità della reliquia e sull'opportunità di esporla. All'inizio del 500 il feudo di Lirey era minacciato dall'acuirsi della guerra dei 100 anni. Marguerite de Charny, dopo aver peregrinato per mezza Europa portando con sé la Sindone, fu accolta alla corte dei Savoia, con cui era imparentata, e, dopo lunga e complessa trattativa donò la Sindone al duca Ludovico nel 1453. Il Lenzuolo fu inserito tra i tanti tesori dei Savoia. - |
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| 1340
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Falco eleonorae Gené, 1839 Eleonora d'Arborea (Molins de Rei, Catalogna, 1340 - Oristano, 1404), sovrana del Giudicato di Arborea, fu il personaggio della politica più noto della Sardegna medievale. La sua fama si fonda per la sua Carta de Logu* da molti considerata una carta costituzionale sarda, promulgata in un anno incerto, prima del 1392. I 198 articoli compresi nella Carta riguardano disposizioni su tutti gli aspetti della vita dello stato: punizioni per delitti gravi, disposizioni sull'agricoltura, sull'allevamento, sugli incendi, sulla caccia, sui salari che i lavoratori dovevano ricevere. Alcune pene come la condanna al rogo o l'accecamento, sono crudeli, bisogna però considerare sia i tempi, sia l'attenzione posta nello stabilire la volontà o meno di commettere il reato.La Carta de Logu di Eleonora era insieme adatta all' Isola e moderna, tanto che rimase in vigore per più di quattrocento anni, sino al 1827 quando venne promulgato il Codice Feliciano. Eleonora d'Arborea governò in qualità di reggente in nome dei figli minorenni dal 1383 al 1392. - ". . .Quando nel XIV secolo Eleonora d’Arborea compilò il codice di leggi denominato Carta de Logu vi inserì un articolo in cui si vietava severamente la cattura di falchi adulti e il prelievo dei nidiacei. Tale articolo si riferiva a tutti i rapaci e si suppone fosse stato inserito dalla legislatrice sarda soprattutto per assicurarsi il monopolio della pratica della falconeria; ma il risultato, dal punto di vista protezionistico fu rilevante e per l’epoca veramente singolare. Molti anni più tardi, nel 1836, il generale Alberto Della Marmora scopriva nell’isolotto del Toro (Sardegna Sud occidentale) un piccolo ed elegante falco sino ad allora sconosciuto che presentava due fasi di colore. Il Della Marmora incaricava della descrizione lo studioso francese Gené il quale, conoscendo la storia della Carta de Logu dedicava la nuova specie alla legislatrice sarda e denomina la nuova specie Falcone di Eleonora, Falco eleonorae Genè 1840 ... [da Marcello Grussu] "- --
Articolo della Carta de Logu: 87-De astores. Constituimus et ordinamus: qui alcunu homini nò deppiat bogare astore ne flacone dae niu. Et di cussu qui lat bogare siat tenudu su curadore dessa curadoria dundi at esser su homini de tennellu et baturellu ad nos adpena de pagare su curadore liras V. - Genè G. 1840. Descrizione di un nuovo falcone di Sardegna (Falco eleonorae). Regia Acc. Sc. Torino, 3 marzo 1839. * la Corona de Logu del Giudicato (un'assemblea dei notabili, prelati, funzionari delle città e dei villaggi) - |
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| 1350
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Corrado di Megenberg, Konrad von Megenberg [o Conrad] (1309-1374) nato a Mainberg (Schweinfurt) e morto a Ratisbon (Regensburg). E' noto per i suoi scritti scientifici in lingua tedesca e per i suoi scritti politici in latino. Ha studiato a Parigi dandovi lezioni. Nel 1342 si trasferisce a Vienna e poco dopo a Regensburg, rimanendovi fino alla morte. Scrive il [Das] Buch der Natur (1349-50) che è una traduzione libera del De natura rerum di Thomas Cantimpratensis1201-1272 o Tommaso di Cantimpré. Il Buch der Natur è un sondaggio delle conoscenze scientifiche del tempo. -- |
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| Eventi
1354
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Cola di Rienzo, al secolo Nicola di Lorenzo Gabrini o in romanesco Cola de Rienzi (Roma, 1313 – Roma, 8 settembre 1354), tribuno, divenne noto perché tentò, nel periodo finale del medioevo, di restaurare la repubblica nella città di Roma straziata dai conflitti tra papi e baroni. Morì fatto a pezzi, bruciato e le sue ceneri furono sparse nel Tevere. Alla sua figura il compositore Richard Wagner ha dedicato l'opera lirica Rienzi, l'ultimo dei tribuni. -- |
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| Eventi
1380
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1380. morte di Santa Caterina da Siena . Santa Caterina da Siena , nata Caterina Benincasa (Siena, 25 marzo 1347 – 29 aprile 1380) è stata una religiosa e mistica domenicana italiana, che la Chiesa cattolica venera come santa e dottore della Chiesa. Patrona d'Italia e compatrona d'Europa. Caterina da Siena fu canonizzata dal papa senese Pio II nel 1461. Papa Paolo VI ha dichiarato Caterina dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. Santa Caterina è inoltre patrona principale d'Italia per nomina di papa Pio XII nel 1939 e Compatrona d'Europa per nomina di Papa Giovanni Paolo II in data 1 ottobre 1999. -- |
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| Eventi
1386
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1386 Inizia la costruzione del Duomo di Milano, monumento simbolo del capoluogo lombardo, è dedicato a Santa Maria Nascente ed è situato nell'omonima piazza nel centro della città. È una tra le più celebri e complesse costruzioni gotiche del mondo. Nel 1813 la facciata venne completata, quasi cinquecento anni dopo la posa della prima pietra, su istanza di Napoleone, che qui volle essere incoronato re d'Italia. Forse è stato terminato a fine 1800. - |
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| 1383
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Pero Miniño (no dati), falconiere del re Ferdinando I * del Portogallo scrisse il Livro de falcoaria su ordine del re . ". . . el rey Fernando I de Portugal ordenó a su halconero Pero Menino que "fizesse hu livro de falcoaria". Libro che è andato perso [Pero López de Ayala, più tardi, lo menziona nel Libro de la caça de las aves " . . . entre los expertos que él no conoció personalmente "dos falconeros, el uno del Rey don Ferando de Portogal, que dizien Pero Miniño " dalla Biblioteca Nacional de Lisboa "[…] Dom Fernando pela graça de Deus Rey de Portugal e dos Alguarves mandou a Pero Minino, seu falcoeiro, que lhe fizesse hum livro de falcoaria no qual fosse escrito e declarado todas as doenças dos falcões e os nomes dellas, en que maneira se seguião e que sembramte faz o falcão ou ave a cada dor, eper que a o caçador deva conhecer, e per que guiza se deve curar e que mezinhas lhe devem ser feitas e per que guiza outrosy dos embargos, que às aves vem das feridas abertas, e como hão de ser cozeitas ou não, ou doença que não são abertas e que compre que se abrão, e per que guiza devem ser abertas, e que soldas e que unguentos devem daver, e das pernas quebradas e das asas, e que emprastos hão mister, e per que guiza hão de ser liados, de guiza que a liadura seja firme. E logo en esta tavoa que se adiante segue, escrevi as dores que pude e soube conhecer; outrosy declararey en tal maneira que cada caçador, que desta arte queira uzar, possa ser mestre de curar sua ave; e na segunda tavoa sam postas as soldas e mezinhas que às dores são compridouras [...]" * Ferdinando di Borgogna, re del Portogallo e dell'Algarve detto il Giustiziere, in portoghese Ferdinando --(Lisbona, 31 ottobre 1345 - Lisbona, 22 ottobre 1383) - |
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| 1386
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Pero López de Ayala don, cancelliere spagnolo, (1332-1407) scrive Libro de la caça de las aves. tratto in larga parte dal testo del portoghese Pero Miniño .Livro de falcoaria (da alcuni studiosi il trattato di Ayala è considerato traduzione del testo di Pero Miniño) . - |
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| 1387
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Gaston Phoebus (1331-1391) Gastone di Foix detto Febo (in catalano: Gastó III de Foix, in castigliano: Gastón III Febus, ed in francese: Gaston III de Foix-Béarn) nato a Orthez, 30 aprile 1331 morto a L'Hôpital-d'Orion, 1° agosto 1391, è stato un sovrano francese, conte di Foix e visconte del Béarn, importante signore feudale di Guascogna e Linguadoca. Gastone Febo è considerato uno dei più grandi cacciatori del suo tempo e, tra il 1387 ed il 1389, scrisse, in francese, un libro, inerente la caccia, le Livre de chasse, considerato uno dei migliori trattati medioevali in cui venivano descritti metodi e tecniche di caccia e dove si parlava anche delle razze di cani più idonee alle operazioni di caccia. Gastone Febo passò la vita a guerreggiare, iniziò, nel 1345, contro gli inglesi; nel 1356, si recò in Prussia, a combattere le popolazioni pagane, assieme ai cavalieri teutonici. Rientrò in Francia nel 1358 per combattere la Jacquerie .e in seguito.fare guerra al conte di Armagnac (antica contea compresa tra la parte occidentale del Dipartimento di Gers e la parte orientale del Dipartimento di Landes), che riuscì a fare prigioniero, nel 1362 a Launac (col riscatto ottenuto per la liberazione del conte, Gastone Febo si arricchì). Il conte di Armagnac (1372) sollevò, invano, delle pretese sul Bearn. Si dice che Gastone Febo avesse un carattere violento che lo portò prima ad imprigionare e poi ad uccidere (1382) di proprio pugno il suo unico figlio legittimo. Gastone Febo morì per un' ischemia nel 1391, nei pressi di Sauveterre-de-Béarn, oggi in Aquitania (Pirenei atlantici), durante una caccia all'orso. Gli successe un nipote. Gaston III Conte di Foix era soprannominato Phoebus.probabilmente a causa dei suoi capelli biondo brillanti, per la sua bellezza, per il suo amore per l'arte e per "il sole" nel suo emblema. A lui dobbiamo la conoscenza generale sull'arte di cacciare nel XIV secolo. Gaston Phoebus nel Livre de la Chasse tradotto in inglese Book of the Hunt, con 87 miniature, descrive gli animali da caccia e il loro comportamento. Dedica molto al cane, compagno fedele del cacciatore.
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| 1398
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de Grassi Giovannino (1350 ? - 1398) scultore, miniatore e pittore, noto come ingegnere della fabbrica del duomo di Milano cui lavorò dal 1389 al 1398. Autore del Taccuino di disegni conservato a Bergamo (Biblioteca Civica Angelo Mai ), con immagini di animali, scenette umane ed emblemi araldici è considerato l'esempio più importante di arte "tardo gotica" italiana. Realizzato verso la fine del XIV secolo presso la corte Viscontea comprende 77 disegni e 24 lettere miniate dell'alfabeto. L’opera prelude alle realistiche miniature lombarde dei Tacuina sanitatis; un disegno in particolare, raffigurante cani che assalgono un cinghiale, fu ripreso dai fratelli De Limbourg nella miniatura di Dicembre delle Très Riches Heures del Duca di Berry (Musée Condé, Chantilly), il più celebre codice illustrato d’epoca tardo-gotica. - |
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| XV secolo
1400-1499 - |
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| Eventi
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Concilio di Pisa (1409) fu un concilio convocato dalla maggior parte dei Cardinali della Chiesa Cattolica, in quel periodo divisa in obbedienza romana ed obbedienza avignonese (Scisma d'Occidente). Questo concilio, nato per superare tale divisione, in realtà non fu mai riconosciuto dalle due obbedienze e finì per creare una ulteriore divisione all'interno della Chiesa cattolica, la cosiddetta obbedienza pisana. Si cerca di sanare lo scisma eleggendo un nuovo papa, ma i due precedenti contendenti (romano e avignonese) rifiutano di deporre la tiara. Si hanno adesso tre Papi contemporaneamente - |
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| Eventi
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Giovanna d'Arco [Jeanne d'Arc o Jehanne Darc] (1412-1431) cattura, processo e condanna a morte. Eroina nazionale francese, oggi conosciuta come la Pulzella di Orléans. Ebbe il merito di riunificare il proprio Paese contribuendo a risollevarne le sorti durante la guerra dei Cent'anni, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi. Catturata dai Borgognoni davanti Compiègne, Giovanna fu venduta agli Inglesi che la sottoposero ad un processo per eresia, al termine del quale, il 30 maggio 1431, fu condannata al rogo. Nel 1456 il Pontefice Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiarò la nullità di tale processo. Beatificata nel 1909 e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna venne dichiarata patrona di Francia. - |
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| 1452-
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Leonardo da Vinci nasce, tra Empoli e Pistoia, nel borgo di Vinci, in località Anchiano, il 15 aprile 1452. Fu figlio naturale di Caterina e di ser Piero di Antonio; il nonno paterno Antonio scrisse che "nacque un mio nipote, figliolo di ser Piero mio figliolo a dì 15 aprile in sabato [alle ore 22,30]... Ebbe nome Lionardo, battizzollo Piero di Bartolomeo da Vinci " e nel catasto di Vinci, nelle note dell'anno 1457, si riporta che il detto Antonio aveva 85 anni ed abitava nel popolo di Santa Croce, marito di Lucia, di anni 64, e aveva per figli Francesco e Piero, d'anni 30, sposato ad Albiera, ventunenne, e con loro convivente era "Lionardo figliuolo di detto ser Piero non legiptimo nato di lui e della Chataria al presente donna d'Achattabriga di Piero del Vacca da Vinci, d'anni 5". Biografia-qui -- |
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| 1472
1474
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Pala di Brera o di Montefeltro di Piero della Francesca (1415-20 - 1492) - dipinto votivo - ritrae un uovo struzzo. vedi - l'uovo di struzzo - qui Olio su tavola, mq (248 x 170), datato tra il 1472 ed il 1474, si trova a Milano, Pinacoteca Brera _ La tavola votiva celebra il duca Federico da Montefeltro e, nelle immagini della Madonna e del bambino, ritrae la moglie Battista Sforza e il --figlio Guidobaldo. _ La Donna in Trono simula la Dea, Madonna o Grande Madre Fertile, da Iside e Venere-Afrodite a Maria Immacolata, Sposa e Vergine --(curioso come la Bolla Ineffabilis Deus, sul dogma di Maria immune del peccato originale, sia solo del XIX sec). _ L'uovo di struzzo (o perla) - simbolo alchemico del vaso della Natura che genera la Saggezza - feconda la conchiglia (ossia, la Vergine --che genera il figlio).Secondo una credenza medioevale si pensava che le uova di struzzo venissero dischiuse dai raggi del sole. -- |
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| 1475
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Conradus de Montepuellarum Das Buch der Natur (Il libro della natura), o Buch von den natürlichen Dingen (Libro delle cose naturali) è una enciclopedia di Konrad von Megenberg (1309-1374), in latino Conradus de Montepuellarum, nato a Mäbenberg presso Nuremberg e morto a Ratisbonne. Insegnante e scrittore tedesco famoso per la prima pubblicazione di Storia Naturale stampata in tedesco con illustrazioni di animali. - |
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| 1477
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Decembrio Pier Candido (1399-1477) nato a Pavia e morto a Milano. Letterato, politico e storico italiano dell'età umanistica. De natura avium et animalium (1460) codice (Codices Urbinates Latini) di Pier Candido Decembrio, anno 1460, conservato presso la Biblioteca Vaticana. Il titolo originale è "De omnium animalium natura atque formis nec non rebus memoria et annotatione dignis ad illustrissimum principem D.Ludovicum Gonzagam Mantuae Marchionem". L’opera è suddivisa in cinque libri secondo uno schema proprio dei bestiari medievali. Nel primo sono descritti i quadrupeda, nel secondo gli aves, nel terzo i pisces, nel quarto i serpentes e i vermes, nel quinto è descritto tutto ciò che può destare curiosità e ammirazione; quindi penso che il Basilisco di Decembrio sia contenuto in quest’ultimo libro. La sua estesa cultura risulta chiaramente dalle fonti classiche cui fa riferimento e che elenca all’inizio del trattato: vi compaiono con più frequenza Aristotele, Plinio, Isidoro, Teofrasto e Galeno. La nota più esaltante di questo manoscritto - del quale è stato curato un facsimile da un gruppo di importanti Editori - è rappresentata dalle miniature. Si tratta di quasi 500 disegni, di cui 473 di animali, eseguiti a fondo pagina. Le miniature sono bellissime e in molti casi riproducono l’animale con notevole fedeltà. La sezione più aderente alla realtà è quella degli uccelli, quasi tutti riconducibili a specie esistenti. Il corredo iconografico non sembra essere coevo al testo, specie per le figure semiumane che talora sono presenti anche in dipinti del XVI secolo, ma per gli animali il discorso è leggermente diverso: la realizzazione a volte impacciata di alcuni farebbe propendere per una datazione anteriore, ancora pienamente quattrocentesca. - |
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| Eventi
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Bibbia di Gutenberg 1455 - Data tradizionale di pubblicazione della Bibbia di Gutenberg *, il primo libro occidentale stampato con tipi mobili.* Johann (o Johannes) Gänsfleisch detto Gutenberg (1390-1468). [Bibbia, significa libri] - |
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| 1485
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Prima pubblicazione dell' Ortus sanitatis (*)-(Gart der Gesundheit,1485), del 1491,di Johannes de Cuba [Johann Wonnecke von Caub 1430-1503/04] medico tedesco, autore del primo libro di storia naturale stampato nel secolo XIV nel quale appaiono le prime illustrazioni rudimentali stampate di uccelli . Si divide in: De Herbis De animalibus vitam in terris ducentium De avibus De piscibus De lapidibus Tractatus de Urinis (*) De Herbis et Plantis. De Animalibus et Reptilibus.De Avibus et Volatilibus.De Piscibus et Natatilibus.De Lapidibus et in terre venis nascentibus.De Urinis et earum speciebus.Tabula medicinalis cum Directorio generali per omnes tractatus, edito da Jacob von Meydenbach. - |
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| 1492
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Lorenzo di Piero de' Medici Medici Lorenzo [Lorenzo dei Medici] (1449-1492) detto per antonomasia il Magnifico. Lorenzo praticò sin dall'età di otto anni la caccia con il falcone, un sentimento cortese-cavalleresco che risiedeva nel suo animo. Scrisse La caccia col Falcone [in rima con composizione a stanze] che racconta una giornata di caccia alle starne. Rinvenuto nella Libreria Laurentiana a Firenze, stampato per la prima volta da William Roscoe (1753-1831) in "Life of Lorenzo". Figlio di Pietro il Gottoso e di Lucrezia Tornabuoni, trascorse la prima giovinezza tra Careggi, Cafaggiolo ed il Trebbio, le tre splendide ville fatte edificare dal padre. Ebbe come maestri i più illustri umanisti del tempo. Poco più che sedicenne, partecipò in modo attivo alla vita politica come membro del Consiglio dei Cento, e affinò le sue doti di diplomatico come ambasciatore a Napoli, Roma e Venezia. Nel 1469 Lorenzo sposò Clarice di Jacopo Orsini; era un matrimonio che serviva a rafforzare il prestigio della famiglia. Egli mantenne apparentemente in vita le istituzioni repubblicane, affidando in realtà a persone fidate una rete sempre più ampia di pubblici uffici. Riuscì sempre a conservare il favore del popolo, al quale concesse un livello di benessere mai raggiunto prima e che distrasse, durante un lento ma progressivo annullamento delle libertà democratiche, con feste e manifestazioni pubbliche di inaudito splendore. -
ampie documentazioni biografiche su Lorenzo de’ Medici: Roscoe William (1753-1831) storico e autore inglese. Figlio di un ortolano compì studi legali e fu poi banchiere: grazie alla sua carriera poté raccogliere una notevole collezione di libri e di quadri, che testimoniava della sua grande passione per l’Italia, che peraltro mai visitò. Fu in contatto con molti letterati italiani, tra cui Foscolo (che lo definisce in una sua lettera "il famoso Roscoe"), e ancora: Ugoni, Pecchio e Panizzi. Le sue due ampie e documentatissime biografie di Lorenzo de’ Medici e di papa Leone X furono subito tradotte in italiano: la prima nel 1798, la seconda nel 1816. - |
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| 1492
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Cristoforo Colombo (Genova, 25 agosto o 31 ottobre 1451 - Valladolid, 20 maggio 1506) navigatore italiano. Il 3 agosto 1492 parte da Palos con un equipaggio complessivo di 120 uomini per le Indie, il 12 ottobre Rodrigo de Triana [vero nome Juan Rodríguez Bermejo, marinaio dell' Andalusia], a bordo della Pinta, avvistò la terra; un'isola, chiamata Guanahani dagli indigeni, (oggi isola di Watling), che battezzò San Salvador. Esplorò la costa nord-orientale di Cuba e successivamente Haiti, raggiunta il 5 dicembre che chiamò Hispaniola. Nel 1493 lascia il Nuovo Mondo ponendo fine al suo primo viaggio che era iniziato il 3 agosto 1492 con la partenza da Palos. I viaggi furono quattro e da ogni viaggio furono riportati uccelli, piante e animali nuovi per l'Europa. |
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- 1 viaggio - 2 viaggio - 3 viaggio - 4 viaggio - -
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Per convenzione termina il Medioevo - |
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| 1493
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02 gennaio - Cristoforo Colombo riprende la rotta
verso l'Europa.
04 gennaio - Cristoforo Colombo lascia il Nuovo Mondo per far ritorno in Europa. 15 marzo - Cristoforo Colombo arriva in Europa. 04 maggio - Papa Alessandro VI spartisce, con la bolla Inter caetera il Nuovo Mondo tra Spagna e Portogallo. 28 luglio - Un enorme incendio devasta Mosca. 19 nov. - Cristoforo Colombo, durante il suo secondo viaggio alle Antille, scopre l' Isola di Porto Rico.
Pinzón Martín Alonso (Palos de la Frontera, 1441 – Palos de la Frontera, 31 marzo 1493) navigatore ed esploratore spagnolo Navigò con Cristoforo Colombo nel suo primo viaggio del 1492, alla scoperta del Nuovo Mondo, come capitano della Pinta. Il fratello minore Vicente Yáñez, invece, era il capitano della Niña e navigava assieme al terzo fratello Francisco, che ne era il timoniere. Il 7 ottobre 1492 Pinzón suggerì a Colombo un cambiamento di rotta e dopo 5 giorni di navigazione, il 12 ottobre, la flotta giunse nell'arcipelago delle Bahamas. Ma durante il lungo viaggio verso le Americhe non fu l'unico caso in cui Pinzón diede suggerimenti avventati o in cui disobbedì agli ordini di Colombo. Fu per questo che il 21 novembre dello stesso anno, a Cuba, si separò dalla flotta e viaggiò per conto suo, spinto anche dal desiderio di conquistare da solo nuove terre e trovare inestimabili tesori. Si dice che, facendo rotta verso est, fu lui il primo a scoprire l'isola di Porto Rico, ma non vi sono documenti storici che attestino questa teoria. Si ricongiunse con Colombo il 6 gennaio 1493, quando la flotta stava già tornando in Spagna, ma durante la traversata oceanica una tempesta separò nuovamente le loro navi. Giunse a Baiona, presso Vigo, in Galizia, all'inizio del mese di marzo del 1493 in ritardo rispetto a Colombo, il quale aveva già conferito col re Ferdinando e la regina Isabella. In seguito venne accusato di infedeltà dallo stesso Colombo e fu costretto a ritirarsi nella sua casa natia, a Palos de la Frontera, dove morì probabilmente dopo aver contratto la sifilide nel corso delle sue esplorazioni. Sebbene la scoperta del Nuovo Mondo sia ufficialmente accredita a Colombo è certamente anche grazie all'esperienza di Pinzón che la missione ebbe successo. Per questa ragione, dopo la sua morte, la corona spagnola gli rese omaggio attribuendogli il titolo onorifico di "Ammiraglio dei mari". - |
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